Unione Osteopati Italiani
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Comunicato DDL Lorenzin

DOVE FINIRANNO GLI OSTEOPATI ITALIANI?

DDL LORENZIN Professioni sanitarie, art.7

 

Il riconoscimento della professione dell’osteopata come previsto dall’art. 7 nel DDL, tanto decantato come risultato importante per tutti gli osteopati, pone questa riflessione: siamo consapevoli di aver compreso bene di come verranno applicati i criteri di formazione di ogni osteopata e come verranno gestite le professioni ante art.7?

La domanda è lecita dopo l’avvenuta euforia degli annunci, specie sui social. Ma dovremmo capire realmente cosa ne è stato del reale riconoscimento degli osteopati, pertanto compariamo “ex art.4 e 5” di seguito riportato con il nuovo art.7:

In merito all’art.7, l’enunciato diventa lapidario perchè non si contempla una sanatoria per i titoli pregressi. Ciò significa che tutti gli osteopati non potranno esercitare e solo chi è in possesso di laurea che rientri nelle professioni sanitarie, potrà avviare l’iter universitario attraverso il quale, verranno valutati i debiti e i crediti della precedente laurea per poter poi proseguire il corso universitario in osteopatia e concludere il ciclo di studi.

Art. 7 approvato alla Camera

(Istituzione e definizione della professione dell’osteopata) (Individuazione e istituzione delle professioni sanitarie dell’osteopata e del chiropratico)

 

1. Nell’ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione dell’osteopata e del chiropratico, per l’istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43, come sostituito dall’articolo 6 della presente legge.

 

2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni

dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza

professionale nonché i criteri per il riconoscimento

dei titoli equipollenti.

Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, sono definiti

l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi.

 

DOMANDA 1:

Ma chi ha il titolo di osteopatia, solo con un pregresso di I.S.E.F. o Scienze motorie o solo da massaggiatore, che comunque ha svolto la formazione in osteopatia con corso full time o part time, avrà lo stesso tipo di equipollenza?

Per legge l’equipollenza non avverrà solo chi è in possesso di titolo sanitario come detto in precedenza?

Per cui vien facile domandarci: che fine faranno tutti questi osteopati?

Attualmente chi studia nelle scuole private, per diventare osteopata lo fa attraverso un percorso formativo sia full time che part time.

DOMANDA 2: come saranno considerati questi percorsi formativi visto che l’art.7 non prevede nessun tipo di formazione al di fuori delle Università?

L’ articolo 7 non specifica i criteri di formazione, ma solo che verranno demandati al MIUR o Conferenza Stato-Regioni che decideranno essi stessi l’aspetto formativo! In base a quali criteri formativi creeranno questa nuova facoltà?

Inoltre se l’equipollenza avverrà solo per titoli sanitari, l’osteopatia sarà assorbita o sotto Medicina e Chirurgia o sotto Fisioterapia!

Quindi si ritornerà sempre al punto in cui ci siamo sempre battuti, cioè che la nostra professione non può diventare una semplice specialistica di un’altra professione.

E tutta la nostra bella filosofia e principi dove andranno a finire?

DOMANDA 3: chi insegnerà per questa formazione osteopatica universitaria?

si sa che chi insegna in facoltà universitarie, l’abilitazione avviene per concorsi e graduatorie per esser di ruolo!

O solo chi già insegna in Università o che è in possesso di laurea sanitaria potrà accedere a eventuali docenze esterne a contratto.

E tutta l’esperienza di formazione trentennale, di scuole che hanno portato l’osteopatia in Italia che fine farà?

La follia istituzionale regna sovrana, spazzeranno via la maggior parte dei professionisti osteopati, le scuole e gli studenti attuali.

 

 ITER ISTITUZIONALE AL SENATO

 

L’aspetto tecnico dello svolgimento DDL 1324 Lorenzin, approvato alla Camera il 25 di ottobre e trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza il 30 ottobre 2017 seguirà un Iter legislativo non con i tempi della modalità corrente di 12 mesi. Il DDL verrà calendarizzato al Senato sicuramente in Novembre con procedura urgente, e dopo la legge di Bilancio verrà formata la Commissione per la seconda discussione in Senato e la procedura urgente consentirà l’obiettivo prefisso voluto dai gruppi di interesse per l’approvazione del DDL a fine legislatura.

 

In tutti questi aspetti enunciati, questo DDL non è ancora chiaro nelle proprie modalità di riconoscimento e della sua attuazione; è uno strumento che porterà ancora tanta confusione e disuguaglianza sul riconoscimento. Il suo percorso reale è quello di eliminare il pregresso per volontà di alcune lobby che hanno partorito un disegno di Legge irreale rispetto alle condizioni in cui gli osteopati si sono formati e lavorano.

La legislatura è al termine! Le comparse hanno fatto il loro film per mettersi in mostra, ma sappiamo benissimo che questo lavoro svolto con la convinzione di ottenere vantaggi da parte dei politici, ha avuto la sua contro indicazione, il rovescio della medaglia è arrivato, l’osteopatia verrà gestita come professione da medici, fisioterapisti e come formazione, dalle Università.

L’UOI è a favore di un riconoscimento, ma non a qualunque costo e neanche a svenderci come professionisti e professione.

SVEGLIATEVI DA QUESTO SONNO:

caro collega tu che non hai un titolo sanitario, che pensi di fare o che pensi che fine farai? verrai spazzato via perché il pregresso nel DDL 1324 non è contemplato e tutti gli anni di studio, tutte le tue energie, la passione e l’impegno economico affrontato per formarti dove andranno a finire?

allora ci domandiamo : PERCHE’ NESSUNO PARLA? PERCHE’ NESSUNO GRIDA AD ALTA VOCE PER DIFENDERE I PROPRI DIRITTI E LA PROPRIA PROFESSIONE ?

Ci rivolgiamo a te, caro collega, non puoi chiuderti dentro uno studio e non combattere per la tua professione! non puoi diventare un osteopata di serie B solo perché una riga scritta di un DDL ha deciso di declassarti!

Non illuderti che stando nel tuo studio non accadrà. Perchè accadrà proprio a te! Non illuderti che il riconoscimento contempli te perchè non sei una figura sanitaria.

A tutti gli osteopati che hanno pregresso di studi in :

I.S.E.F., Scienze Motorie, Formazione Full-Time, Massaggiatori, Naturopati, Chinesiologi, (e tutti quelli che non rientrano nella figura sanitaria) verrete spazzati via!

BHE’ QUESTO VI DOVREBBE FAR RIBELLARE!

REAGIAMO E UNIAMOCI FACENDO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Ci rivolgiamo a Voi cari Direttori di Scuole che avete portato l’Osteopatia in Italia e ne avete fatto la storia come pilastri della formazione italiana, non Vi sentite indignati che, per giochi di lobby e potere, Vi stanno togliendo la Vostra scuola?

Come mai questo silenzio assenso! Ribellatevi, fate sentire la Vostra voce; il Vostro lavoro di duri anni verrà cancellato perché tutte le Scuole nel tempo chiuderanno! E non illudetevi di sopravvivere perché non sarà così.

Noi come UOI, come professionisti, come Osteopati, come persone, siamo indignati dall’immobilità e silenzio della nostra categoria. Per quella parte di categoria che rappresentiamo, lotteremo fine alla fine come sempre abbiamo fatto, affinché il volere di pochi non schiacci il volere di molti.

 

 

Direttivo U.O.I.

~~DOVE FINIRANNO GLI OSTEOPATI ITALIANI?

DDL LORENZIN Professioni sanitarie, art.7

 

 

Il riconoscimento della professione dell’osteopata come previsto dall’art. 7 nel DDL, tanto decantato come risultato importante per tutti gli osteopati, pone questa riflessione: siamo consapevoli di aver compreso bene di come verranno applicati i criteri di formazione di ogni osteopata e come verranno gestite le professioni ante art.7?

La domanda è lecita dopo l’avvenuta euforia degli annunci, specie sui social. Ma dovremmo capire realmente cosa ne è stato del reale riconoscimento degli osteopati, pertanto compariamo “ex art.4 e 5” di seguito riportato con il nuovo art.7:

In merito all’art.7, l’enunciato diventa lapidario perchè non si contempla una sanatoria per i titoli pregressi. Ciò significa che tutti gli osteopati non potranno esercitare e solo chi è in possesso di laurea che rientri nelle professioni sanitarie, potrà avviare l’iter universitario attraverso il quale, verranno valutati i debiti e i crediti della precedente laurea per poter poi proseguire il corso universitario in osteopatia e concludere il ciclo di studi.

Art. 7 approvato alla Camera

(Istituzione e definizione della professione dell’osteopata) (Individuazione e istituzione delle professioni sanitarie dell’osteopata e del chiropratico)

 

1. Nell’ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione dell’osteopata e del chiropratico, per l’istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43, come sostituito dall’articolo 6 della presente legge.

 

2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni

dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza

professionale nonché i criteri per il riconoscimento

dei titoli equipollenti.

Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, sono definiti

l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi.

 

DOMANDA 1:

Ma chi ha il titolo di osteopatia, solo con un pregresso di I.S.E.F. o Scienze motorie o solo da massaggiatore, che comunque ha svolto la formazione in osteopatia con corso full time o part time, avrà lo stesso tipo di equipollenza?

Per legge l’equipollenza non avverrà solo chi è in possesso di titolo sanitario come detto in precedenza?

Per cui vien facile domandarci: che fine faranno tutti questi osteopati?

Attualmente chi studia nelle scuole private, per diventare osteopata lo fa attraverso un percorso formativo sia full time che part time.

DOMANDA 2: come saranno considerati questi percorsi formativi visto che l’art.7 non prevede nessun tipo di formazione al di fuori delle Università?

L’ articolo 7 non specifica i criteri di formazione, ma solo che verranno demandati al MIUR o Conferenza Stato-Regioni che decideranno essi stessi l’aspetto formativo! In base a quali criteri formativi creeranno questa nuova facoltà?

Inoltre se l’equipollenza avverrà solo per titoli sanitari, l’osteopatia sarà assorbita o sotto Medicina e Chirurgia o sotto Fisioterapia!

Quindi si ritornerà sempre al punto in cui ci siamo sempre battuti, cioè che la nostra professione non può diventare una semplice specialistica di un’altra professione.

E tutta la nostra bella filosofia e principi dove andranno a finire?

DOMANDA 3: chi insegnerà per questa formazione osteopatica universitaria?

si sa che chi insegna in facoltà universitarie, l’abilitazione avviene per concorsi e graduatorie per esser di ruolo!

O solo chi già insegna in Università o che è in possesso di laurea sanitaria potrà accedere a eventuali docenze esterne a contratto.

E tutta l’esperienza di formazione trentennale, di scuole che hanno portato l’osteopatia in Italia che fine farà?

La follia istituzionale regna sovrana, spazzeranno via la maggior parte dei professionisti osteopati, le scuole e gli studenti attuali.

 

 ITER ISTITUZIONALE AL SENATO

 

L’aspetto tecnico dello svolgimento DDL 1324 Lorenzin, approvato alla Camera il 25 di ottobre e trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza il 30 ottobre 2017 seguirà un Iter legislativo non con i tempi della modalità corrente di 12 mesi. Il DDL verrà calendarizzato al Senato sicuramente in Novembre con procedura urgente, e dopo la legge di Bilancio verrà formata la Commissione per la seconda discussione in Senato e la procedura urgente consentirà l’obiettivo prefisso voluto dai gruppi di interesse per l’approvazione del DDL a fine legislatura.

 

In tutti questi aspetti enunciati, questo DDL non è ancora chiaro nelle proprie modalità di riconoscimento e della sua attuazione; è uno strumento che porterà ancora tanta confusione e disuguaglianza sul riconoscimento. Il suo percorso reale è quello di eliminare il pregresso per volontà di alcune lobby che hanno partorito un disegno di Legge irreale rispetto alle condizioni in cui gli osteopati si sono formati e lavorano.

La legislatura è al termine! Le comparse hanno fatto il loro film per mettersi in mostra, ma sappiamo benissimo che questo lavoro svolto con la convinzione di ottenere vantaggi da parte dei politici, ha avuto la sua contro indicazione, il rovescio della medaglia è arrivato, l’osteopatia verrà gestita come professione da medici, fisioterapisti e come formazione, dalle Università.

L’UOI è a favore di un riconoscimento, ma non a qualunque costo e neanche a svenderci come professionisti e professione.

SVEGLIATEVI DA QUESTO SONNO:

caro collega tu che non hai un titolo sanitario, che pensi di fare o che pensi che fine farai? verrai spazzato via perché il pregresso nel DDL 1324 non è contemplato e tutti gli anni di studio, tutte le tue energie, la passione e l’impegno economico affrontato per formarti dove andranno a finire?

allora ci domandiamo : PERCHE’ NESSUNO PARLA? PERCHE’ NESSUNO GRIDA AD ALTA VOCE PER DIFENDERE I PROPRI DIRITTI E LA PROPRIA PROFESSIONE ?

Ci rivolgiamo a te, caro collega, non puoi chiuderti dentro uno studio e non combattere per la tua professione! non puoi diventare un osteopata di serie B solo perché una riga scritta di un DDL ha deciso di declassarti!

Non illuderti che stando nel tuo studio non accadrà. Perchè accadrà proprio a te! Non illuderti che il riconoscimento contempli te perchè non sei una figura sanitaria.

A tutti gli osteopati che hanno pregresso di studi in :

I.S.E.F., Scienze Motorie, Formazione Full-Time, Massaggiatori, Naturopati, Chinesiologi, (e tutti quelli che non rientrano nella figura sanitaria) verrete spazzati via!

BHE’ QUESTO VI DOVREBBE FAR RIBELLARE!

REAGIAMO E UNIAMOCI FACENDO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Ci rivolgiamo a Voi cari Direttori di Scuole che avete portato l’Osteopatia in Italia e ne avete fatto la storia come pilastri della formazione italiana, non Vi sentite indignati che, per giochi di lobby e potere, Vi stanno togliendo la Vostra scuola?

Come mai questo silenzio assenso! Ribellatevi, fate sentire la Vostra voce; il Vostro lavoro di duri anni verrà cancellato perché tutte le Scuole nel tempo chiuderanno! E non illudetevi di sopravvivere perché non sarà così.

Noi come UOI, come professionisti, come Osteopati, come persone, siamo indignati dall’immobilità e silenzio della nostra categoria. Per quella parte di categoria che rappresentiamo, lotteremo fine alla fine come sempre abbiamo fatto, affinché il volere di pochi non schiacci il volere di molti.

 

 

Direttivo U.O.I.

~~DOVE FINIRANNO GLI OSTEOPATI ITALIANI?

DDL LORENZIN Professioni sanitarie, art.7

 

 

Il riconoscimento della professione dell’osteopata come previsto dall’art. 7 nel DDL, tanto decantato come risultato importante per tutti gli osteopati, pone questa riflessione: siamo consapevoli di aver compreso bene di come verranno applicati i criteri di formazione di ogni osteopata e come verranno gestite le professioni ante art.7?

La domanda è lecita dopo l’avvenuta euforia degli annunci, specie sui social. Ma dovremmo capire realmente cosa ne è stato del reale riconoscimento degli osteopati, pertanto compariamo “ex art.4 e 5” di seguito riportato con il nuovo art.7:

In merito all’art.7, l’enunciato diventa lapidario perchè non si contempla una sanatoria per i titoli pregressi. Ciò significa che tutti gli osteopati non potranno esercitare e solo chi è in possesso di laurea che rientri nelle professioni sanitarie, potrà avviare l’iter universitario attraverso il quale, verranno valutati i debiti e i crediti della precedente laurea per poter poi proseguire il corso universitario in osteopatia e concludere il ciclo di studi.

Art. 7 approvato alla Camera

(Istituzione e definizione della professione dell’osteopata) (Individuazione e istituzione delle professioni sanitarie dell’osteopata e del chiropratico)

 

1. Nell’ambito delle professioni sanitarie è istituita la professione dell’osteopata e del chiropratico, per l’istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43, come sostituito dall’articolo 6 della presente legge.

 

2. Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni

dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza

professionale nonché i criteri per il riconoscimento

dei titoli equipollenti.

Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto il Ministro della salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, sono definiti

l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia e in chiropratica nonché gli eventuali percorsi formativi integrativi.

 

DOMANDA 1:

Ma chi ha il titolo di osteopatia, solo con un pregresso di I.S.E.F. o Scienze motorie o solo da massaggiatore, che comunque ha svolto la formazione in osteopatia con corso full time o part time, avrà lo stesso tipo di equipollenza?

Per legge l’equipollenza non avverrà solo chi è in possesso di titolo sanitario come detto in precedenza?

Per cui vien facile domandarci: che fine faranno tutti questi osteopati?

Attualmente chi studia nelle scuole private, per diventare osteopata lo fa attraverso un percorso formativo sia full time che part time.

DOMANDA 2: come saranno considerati questi percorsi formativi visto che l’art.7 non prevede nessun tipo di formazione al di fuori delle Università?

L’ articolo 7 non specifica i criteri di formazione, ma solo che verranno demandati al MIUR o Conferenza Stato-Regioni che decideranno essi stessi l’aspetto formativo! In base a quali criteri formativi creeranno questa nuova facoltà?

Inoltre se l’equipollenza avverrà solo per titoli sanitari, l’osteopatia sarà assorbita o sotto Medicina e Chirurgia o sotto Fisioterapia!

Quindi si ritornerà sempre al punto in cui ci siamo sempre battuti, cioè che la nostra professione non può diventare una semplice specialistica di un’altra professione.

E tutta la nostra bella filosofia e principi dove andranno a finire?

DOMANDA 3: chi insegnerà per questa formazione osteopatica universitaria?

si sa che chi insegna in facoltà universitarie, l’abilitazione avviene per concorsi e graduatorie per esser di ruolo!

O solo chi già insegna in Università o che è in possesso di laurea sanitaria potrà accedere a eventuali docenze esterne a contratto.

E tutta l’esperienza di formazione trentennale, di scuole che hanno portato l’osteopatia in Italia che fine farà?

La follia istituzionale regna sovrana, spazzeranno via la maggior parte dei professionisti osteopati, le scuole e gli studenti attuali.

 

 ITER ISTITUZIONALE AL SENATO

 

L’aspetto tecnico dello svolgimento DDL 1324 Lorenzin, approvato alla Camera il 25 di ottobre e trasmesso dal Presidente della Camera dei deputati alla Presidenza il 30 ottobre 2017 seguirà un Iter legislativo non con i tempi della modalità corrente di 12 mesi. Il DDL verrà calendarizzato al Senato sicuramente in Novembre con procedura urgente, e dopo la legge di Bilancio verrà formata la Commissione per la seconda discussione in Senato e la procedura urgente consentirà l’obiettivo prefisso voluto dai gruppi di interesse per l’approvazione del DDL a fine legislatura.

 

In tutti questi aspetti enunciati, questo DDL non è ancora chiaro nelle proprie modalità di riconoscimento e della sua attuazione; è uno strumento che porterà ancora tanta confusione e disuguaglianza sul riconoscimento. Il suo percorso reale è quello di eliminare il pregresso per volontà di alcune lobby che hanno partorito un disegno di Legge irreale rispetto alle condizioni in cui gli osteopati si sono formati e lavorano.

La legislatura è al termine! Le comparse hanno fatto il loro film per mettersi in mostra, ma sappiamo benissimo che questo lavoro svolto con la convinzione di ottenere vantaggi da parte dei politici, ha avuto la sua contro indicazione, il rovescio della medaglia è arrivato, l’osteopatia verrà gestita come professione da medici, fisioterapisti e come formazione, dalle Università.

L’UOI è a favore di un riconoscimento, ma non a qualunque costo e neanche a svenderci come professionisti e professione.

SVEGLIATEVI DA QUESTO SONNO:

caro collega tu che non hai un titolo sanitario, che pensi di fare o che pensi che fine farai? verrai spazzato via perché il pregresso nel DDL 1324 non è contemplato e tutti gli anni di studio, tutte le tue energie, la passione e l’impegno economico affrontato per formarti dove andranno a finire?

allora ci domandiamo : PERCHE’ NESSUNO PARLA? PERCHE’ NESSUNO GRIDA AD ALTA VOCE PER DIFENDERE I PROPRI DIRITTI E LA PROPRIA PROFESSIONE ?

Ci rivolgiamo a te, caro collega, non puoi chiuderti dentro uno studio e non combattere per la tua professione! non puoi diventare un osteopata di serie B solo perché una riga scritta di un DDL ha deciso di declassarti!

Non illuderti che stando nel tuo studio non accadrà. Perchè accadrà proprio a te! Non illuderti che il riconoscimento contempli te perchè non sei una figura sanitaria.

A tutti gli osteopati che hanno pregresso di studi in :

I.S.E.F., Scienze Motorie, Formazione Full-Time, Massaggiatori, Naturopati, Chinesiologi, (e tutti quelli che non rientrano nella figura sanitaria) verrete spazzati via!

BHE’ QUESTO VI DOVREBBE FAR RIBELLARE!

REAGIAMO E UNIAMOCI FACENDO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Ci rivolgiamo a Voi cari Direttori di Scuole che avete portato l’Osteopatia in Italia e ne avete fatto la storia come pilastri della formazione italiana, non Vi sentite indignati che, per giochi di lobby e potere, Vi stanno togliendo la Vostra scuola?

Come mai questo silenzio assenso! Ribellatevi, fate sentire la Vostra voce; il Vostro lavoro di duri anni verrà cancellato perché tutte le Scuole nel tempo chiuderanno! E non illudetevi di sopravvivere perché non sarà così.

Noi come UOI, come professionisti, come Osteopati, come persone, siamo indignati dall’immobilità e silenzio della nostra categoria. Per quella parte di categoria che rappresentiamo, lotteremo fine alla fine come sempre abbiamo fatto, affinché il volere di pochi non schiacci il volere di molti.

 

Direttivo U.O.I.