Unione Osteopati Italiani
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Area Legale UOI - Relazione Legge N° 4

LEGGE N°4 DEL 14-01-2013 “ A cura dell’ufficio legale”

La legge 14-01-2013 n.4 in attuazione dell’art. 117 terzo comma della Costituzione e nel rispetto dei principi dell’UE in materia di concorrenza e di libertà di circolazione ,vengono disciplinate le professioni non organizzate in ordini o collegi.

Il secondo comma dell’art. 1 chiarisce che cosa debba intendersi per professione NOOC(non organizzata in ordini e collegi) e precisamente individua la professione in quella volta “ alla prestazione di servizi ed opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale o comunque  con il concorso di questo”.

La individuazione concreta  di tutte le professioni regolate dalla nuova legge avviene per esclusione nel senso che vengono considerate tutelate le professioni , anche quelle sanitarie ,le attività e i mestieri artigianali , commerciali e di pubblico esercizio  le cui prestazioni di servizi ed opere non siano:

- riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell’art. 2229 codice civile;

-disciplinate da specifiche normative.

 Con specifico riferimento alla osteopatia , va subito evidenziato che la professione può essere esercitata senz’altro  secondo le disposizioni e le regole dettate dalla legge n. 4 del 2013  che in sintesi si possono enunciare nelle seguenti:

-indicare in ogni documento e rapporto scritto alla clientela la propria attività ( se individuale o esercitata nel contesto di una società, associazione, cooperativa o di lavoro subordinato) e la disciplina di riferimento conforme agli estremi della legge;

-esercitare la professione in maniera libera , autonoma ed indipendente in quanto a giudizio intellettuale e tecnico;

-rispetto dei principi di buonafede, dell’affidamento del pubblico e della clientela;

-ampliare e specializzare l’offerta dei servizi( corsi di aggiornamento e specializzazione);

-rispondere della propria prestazione professionale ( munirsi di polizza sulla responsabilità professionale) il cui inadempimento rientra tra le pratiche commerciali scorrette tra professionisti e consumatori previste dal codice del consumo ( D.L.vo 6-9-2005 n. 206);

-qualificazione professionale basata sulla conformità della medesima a norme tecniche UNI ISO, UNI EN ISO , UNI EN e UNI nella ipotesi di autoregolamentazione individuale;

-attestazione di regolare iscrizione ad una associazione professionale a tutela dei consumatori e a garanzia della trasparenza del mercato dei servizi professionali in alternativa alla autoregolamentazione volontaria.

Dal combinato disposto della legge n. 4 del 2013  e della legge sulle professioni sanitarie e delle professioni ausiliarie sanitarie  si evince che l’osteopatia può essere una professione sanitaria o meno a seconda che il titolo è stato conseguito all’estero in una struttura che prevede il titolo di osteopatia rientrare nell’area sanitaria  oppure in Italia attraverso un percorso quinquennale di studi presso accademia o altro istituto parauniversitario.

A)-Se il titolo di osteopatia è stato conseguito all’estero  in una struttura che lo Stato abilita a rilasciare il titolo nell’ambito dell’area sanitaria , con la legge n. 4 del 2013  il titolo professionale può definirsi di professione sanitaria non disciplinata da specifica normativa italiana e ciò indipendentemente dal riconoscimento del titolo da parte del Ministero della salute , riconoscimento obbligatorio per i titoli conseguiti all’estero relativi alle seguenti professioni sanitarie ed arti ausiliarie:

  1. Farmacista
  2. Medico chirurgo
  3. Odontoiatra
  4. Veterinario
  5. Assistente sanitario
  6. Dietista
  7. Educatore professionale
  8. Fisioterapista
  9. Igienista dentale
  10. Infermiere
  11. Infermiere pediatrico
  12. Logopedista
  13. Odontotecnico
  14. Ortottista-Assistente di oftalmologia
  15. Ostetrica/o
  16. Ottico
  17. Podologo
  18. Tecnico audiometrista
  19. Tecnico audioprotesista
  20. Tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione vascolare
  21. Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
  22. Tecnico della riabilitazione psichiatrica
  23. Tecnico di neurofisiopatologia
  24. Tecnico ortopedico
  25. Tecnico sanitario di laboratorio biomedico
  26. Tecnico sanitario di radiologia medica
  27. Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
  28. Terapista occupazionale

B)- Se il titolo di osteopata è conseguito in Italia , dove non vi è alcun riconoscimento (ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 17 comma 95 della  L. 15 maggio 1997 , n. 127 il Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della Sanità , individua con uno o più decreti i criteri per la disciplina degli ordinamenti didattici di specifici corsi formativi), la professione non può essere ritenuta professione sanitaria. 

L’essere o non una professione sanitaria , non ha incidenza sullo svolgimento della professione ,ma ha rilevanza sotto l’aspetto organizzativo e sotto l’aspetto fiscale.

 Sotto l’aspetto organizzativo, in considerazione che la professione può essere esercitata sia in forma individuale che in forma associata, società , cooperativa o addirittura nella forma del lavoro dipendente,  se essa è professione sanitaria la si può esercitare o con altri professionisti che svolgono una delle professioni sanitarie disciplinate da specifiche norme o come dipendente di una struttura sanitaria, se non è professione sanitaria la si può esercitare solo al di fuori di strutture sanitarie ; al limite  l’osteopata può  condividere  l’utilizzo  di uno studio , solo al fine di compartecipazione alle spese dell’immobile e della struttura, con altre figure professionali .

Sotto l’aspetto fiscale se la professione è considerata sanitaria la prestazione è esente da IVA , in caso contrario è prestazione sottoposta ad IVA.

Professioni non regolamentate.doc Legge n°4.pdf